Sempre-in-Ritardo-Alessio-Ferretti

Le settimane corrono via veloci e i progetti finiscono per ritardare. I tempi si dilatano e si è tutti scontenti.

Una delle cause, non l’unica, sia ben chiaro, è quella dei “termini”. 

“Per Venerdì questa cosa deve essere pronta”.

Venerdì è l’ultimo giorno della settimana e noi, per abitudine, lo indichiamo spesso come termine di consegna per un lavoro. Mentre noi ci immaginiamo di svegliarci al mattino del Venerdì e avere tra le mani l’elaborato, chi invece deve produrlo sente di avere ancora a disposizione tutta la giornata del Venerdì medesimo per consegnare.

Già questo di per sé mette di malumore. Soprattutto, fa “perdere una settimana”, tenendo anche conto che chi dovrebbe consegnare, spesso, poi lo fa il Lunedì successivo. 

“Tanto è lo stesso, che Sabato e Domenica non si lavora”.

Naturalmente, la consegna non avviene neanche il Lunedì alle 8 del mattino, ma un po’ più in là nella giornata.

Così, se avevamo pianificato di iniziare un nuovo lavoro Lunedì, ecco che questa partenza si sposta al Martedì, e due giorni se ne vanno nel nulla, nell’attesa.

Per vincere il ritardo… rubiamo un metro!

Così, si è pensato di fare come quando si gioca a tennis. Invece di giocare di “rimessa” e ributtare di là la pallina gialla aspettando che il nostro avversario sbagli (e magari, nel frattempo, sbagliamo noi), “rubiamo un metro”. Guadagniamo quello spazio e quel tempo che ci consentono di “fare il punto”, sorprendendo l’avversario quando ha ancora il peso sui talloni e non riesce a muoversi velocemente.

Il “termine di consegna” diventa così Giovedì, aumentando le possibilità di avere l’elaborato sulla nostra scrivania il Venerdì. In questo modo c’è anche il tempo di correggere errori, aggiustare il tiro, assorbire un po’ di ritardo e non perdere la settimana.

La settimana è salva.